Nuove regole sugli appalti

Posted March 30, 2008 by programmigratis
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, a fine dicembre, il nuovo regolamento sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Secondo l’attuale Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, quest’ultima versione dovrebbe essere “un risultato dal valore storico” perchè dovrebbe contenere tutte le disposizioni regolamentari relative a lavori, forniture e servizi.

Ormai, per gli appalti pubblici, si dovrebbe fare riferimento unicamente al Codice dei contratti ed al nuovo Regolamento che ne detta le procedure esecutive.

Oltre alla tutela del lavoro, gli altri obiettivi del Regolamento sono la legalità, la prevenzione contro l’infiltrazione criminale negli appalti, la diminuzione del paralizzante contenzioso e l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche per garantire velocità, semplificazione e trasparenza.

Infatti, grazie al Codice degli appalti ed al nuovo regolamento attuativo, fanno ingresso anche in Italia le procedure telematiche negli affidamenti, che consentono di partecipare alla gara mediante computer, e quindi mediante lo svolgimento di un’asta elettronica.

Tra le novità del regolamento attuativo vanno evidenziate le seguenti nuove disposizioni:

1). I piani di sicurezza nei cantieri dovranno essere sottoposti a verifica obbligatoria, prima di ogni gara, da parte di strutture tecniche accreditate.

2). Il documento unico di regolarità contributiva dovrà essere prodotto in tutte le fasi dell’appalto: dalla qualificazione alla aggiudicazione, dalla firma del contratto fino al collaudo. Chi non è in regola non partecipa alle gare e può subire la risoluzione del contratto.

3). Le casse edili verificheranno se il numero dei lavoratori regolari dichiarati nei cantieri è congruo: in caso contrario (e dunque in caso di sovrautilizzo della forza lavoro o impiego di irregolari) la stazione appaltante può risolvere il contratto d’appalto.

4). Nel caso di inadempienze contributive e retributive dell’impresa, infine, ogni stazione appaltante provvede a versare contributi e stipendi ai lavoratori, rivalendosi sulle somme spettanti all’appaltatore.

Tra i nuovi istituti che entrano nel mercato delle opere pubbliche in Italia, di cui il Regolamento definisce la fase esecutiva, va ricordato il “dialogo competitivo”, una procedura utilizzabile nelle opere particolarmente complesse, che consente alla stazione appaltante di acquisire il “know how” di imprese specializzate attraverso un confronto articolato e trasparente, che si conclude con la definizione della migliore soluzione da porre a base di gara.

Ma qui iniziano alcune dolenti note:
infatti il Regolamento prevede che vinca la gara l’impresa che produce il miglior progetto preliminare.
Ma successivamente la stessa impresa fornirà i successivi livelli progettuali e provvederà all’esecuzione dell’opera.

E proprio una grande innovazione? O piuttosto una procedura per non risolvere i vari problemi che giacciono sul tappeto delle opere pubbliche: Qualità, Tempi, Economia, Competitività?

Arch. Lorenzo Margiotta

Autore: Danilo Chiantia
Fonte dell’articolo

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La garanzia per vizi e difformità

Posted December 14, 2007 by programmigratis
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Un aspetto peculiare dell’obbligazione dell’appaltatore è costituito dalla garanzia per i vizi e le difformità dell’opera (art. 1667 cc).

Qualora l’opera realizzata presenti vizi, ovvero difformità rispetto al progetto, il committente può richiedere, a sua scelta:

* l’eliminazione dei vizi a cura e spese dell’appaltatore, oppure
* la riduzione del prezzo pattuito.

In ogni caso, l’appaltante può chiedere anche il risarcimento del danno, qualora l’emersione dei vizi o delle difformità sia conseguenza di una condotta colposa dell’appaltatore.

Il committente può infine richiedere la risoluzione del contratto se la ‘’res’’ oggetto del contratto risulta del tutto inadatta all’uso a causa dei vizi.

Se, al momento della consegna, l’opera è stata accettata dalla committenza, la garanzia è limitata ai soli vizi “occulti” (cioè non immediatamente riconoscibili) o dolosamente taciuti dall’appaltatore.

La garanzia opera, infine, solo se il vizio o la difformità sono denunciati all’appaltatore entro il termine di 60 giorni dalla loro scoperta. Si prescinde da tale termine solo se i vizi sono stati occultati dall’appaltatore, ovvero se sono stati da lui riconosciuti.

L’azione contro l’appaltatore si prescrive in due anni dalla consegna. Se il committente è convenuto in giudizio per il pagamento del prezzo, egli può comunque far valere la garanzia, purché abbia denunciato i vizi entro 60 giorni dalla scoperta e entro un biennio dalla consegna dell’opera.