Nuove regole sugli appalti

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, a fine dicembre, il nuovo regolamento sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Secondo l’attuale Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, quest’ultima versione dovrebbe essere “un risultato dal valore storico” perchè dovrebbe contenere tutte le disposizioni regolamentari relative a lavori, forniture e servizi.

Ormai, per gli appalti pubblici, si dovrebbe fare riferimento unicamente al Codice dei contratti ed al nuovo Regolamento che ne detta le procedure esecutive.

Oltre alla tutela del lavoro, gli altri obiettivi del Regolamento sono la legalità, la prevenzione contro l’infiltrazione criminale negli appalti, la diminuzione del paralizzante contenzioso e l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche per garantire velocità, semplificazione e trasparenza.

Infatti, grazie al Codice degli appalti ed al nuovo regolamento attuativo, fanno ingresso anche in Italia le procedure telematiche negli affidamenti, che consentono di partecipare alla gara mediante computer, e quindi mediante lo svolgimento di un’asta elettronica.

Tra le novità del regolamento attuativo vanno evidenziate le seguenti nuove disposizioni:

1). I piani di sicurezza nei cantieri dovranno essere sottoposti a verifica obbligatoria, prima di ogni gara, da parte di strutture tecniche accreditate.

2). Il documento unico di regolarità contributiva dovrà essere prodotto in tutte le fasi dell’appalto: dalla qualificazione alla aggiudicazione, dalla firma del contratto fino al collaudo. Chi non è in regola non partecipa alle gare e può subire la risoluzione del contratto.

3). Le casse edili verificheranno se il numero dei lavoratori regolari dichiarati nei cantieri è congruo: in caso contrario (e dunque in caso di sovrautilizzo della forza lavoro o impiego di irregolari) la stazione appaltante può risolvere il contratto d’appalto.

4). Nel caso di inadempienze contributive e retributive dell’impresa, infine, ogni stazione appaltante provvede a versare contributi e stipendi ai lavoratori, rivalendosi sulle somme spettanti all’appaltatore.

Tra i nuovi istituti che entrano nel mercato delle opere pubbliche in Italia, di cui il Regolamento definisce la fase esecutiva, va ricordato il “dialogo competitivo”, una procedura utilizzabile nelle opere particolarmente complesse, che consente alla stazione appaltante di acquisire il “know how” di imprese specializzate attraverso un confronto articolato e trasparente, che si conclude con la definizione della migliore soluzione da porre a base di gara.

Ma qui iniziano alcune dolenti note:
infatti il Regolamento prevede che vinca la gara l’impresa che produce il miglior progetto preliminare.
Ma successivamente la stessa impresa fornirà i successivi livelli progettuali e provvederà all’esecuzione dell’opera.

E proprio una grande innovazione? O piuttosto una procedura per non risolvere i vari problemi che giacciono sul tappeto delle opere pubbliche: Qualità, Tempi, Economia, Competitività?

Arch. Lorenzo Margiotta

Autore: Danilo Chiantia
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